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PULIZIA, DISINFEZIONE, SANIFICAZIONE DELLE CENTRALI DI TRATTAMENTO DELL’ARIA E IMPIANTI DI VENTILAZIONE

In Italia, il Regolamento attuato mediante il D.M.274/97 con gli articoli 1 e 4 della legge 25 gennaio 1994, n. 82, disciplina le attività di pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione e sanificazione. In ambito aeraulico, una delle principali norme tecniche di riferimento è la Procedura Operativa per la valutazione e gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria, adottata nel 2013 dalla Conferenza Stato-Regioni e Provincie Autonome, secondo cui la sanificazione è intesa come attività volta a rendere igienicamente sano un oggetto, una superficie, l’ambiente e le attrezzature in relazione all’uso che se ne deve fare.

Essa consiste di due fasi distinte ma inscindibili, ovvero dipendenti l’una dall’altra: la fase di pulizia e/o detersione e quella successiva di disinfezione o sterilizzazione.

La prima fase di pulizia è un’operazione preliminare indispensabile e consiste nella rimozione di polvere, sporcizia dalle superfici e residui, effettuata solitamente con strumenti quali, ad esempio, spazzole, aspiratori, apparecchi a getto di vapore o acqua ad alta pressione. Può essere effettuata a secco o a umido e, in quest’ultimo caso, si parla di detersione con l’impiego di acqua e prodotti chimici detergenti.

Segue la fase di disinfezione o sterilizzazione, a seconda degli obiettivi. La prima attività ha lo scopo di ridurre al minimo il numero di microrganismi contaminanti dalle superfici e dalle attrezzature, eliminando tutti i patogeni, ma non le loro spore. Viene effettuata utilizzando mezzi chimici (disinfezione chimica) o fisici, quali il calore secco o umido (disinfezione termica) e in casi specifici anche i raggi ultravioletti. Diversamente, la sterilizzazione è intesa come processo chimico o fisico finalizzato all’eliminazione di ogni forma microbica vivente, in forma sia vegetativa che sporale.

Il livello di sicurezza di sterilità (SAL) corrisponde alla probabilità teorica ≤1 su 1 milione (SAL ≤ 10-6) di rilevare un microrganismo sopravvivente all’interno di un lotto di sterilizzazione. In altre parole, è possibile affermare che una superficie o un materiale sono definiti sterili quando le probabilità di trovarvi un microrganismo sono inferiori ad una su un milione».

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